BLUE MOON, UN NUOVO ASTRO NEL FIRMAMENTO DI INTERBRAU

BLUE MOON, UN NUOVO ASTRO NEL FIRMAMENTO DI INTERBRAU

 

Denver, Colorado. 1995. Keith Villa, giovane birraio affascinato soprattutto dagli stili brassicoli belgi, produce per la prima volta una delle birre che avrebbero giocato un ruolo fondamentale nella craft beer revolution americana: la Blue Moon Belgian White.

Una specialità che ha tutti i crismi della grande Witbier: aspetto velato dalla presenza di lieviti in sospensione, abbondante schiuma bianca e pannosa, intensi profumi di spezie e agrumi.

Ma Blue Moon è più di una classica birra di frumento in stile belga. È una birra che beneficia della cultura e della creatività che si è sviluppata anche e soprattutto a Denver con la craft beer revolution e ha permesso al mastro birraio di creare una ricetta peculiare e distintiva.

 

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Il coriandolo e la buccia d’arancia, inseriti durante la produzione, conferiscono alla birra una carattere unico e immediatamente riconoscibile.

Ma come si serve alla perfezione una Blue Moon? Dopo aver posizionato la bottiglia in orizzontale ed averla fatta roteare per distribuire i lieviti, si inclina il bicchiere a 45° e lo si riempie per metà. A questo punto si raddrizza il bicchiere per colmarlo del tutto.

Non resta che aggiungere una fetta d’arancia, per richiamare i toni agrumati della birra e rendere la degustazione un’esperienza ancora più intensa ed emozionante, in perfetto stile Blue Moon.

 

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Disponibile sia in bottiglia da 35,5 cl che alla spina, la Blue Moon splende finalmente nella gamma Interbrau.